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È morto Francesco Guccini, addio al “Maestrone” della canzone d’autore italiana.

Francesco Guccini si è spento ieri mattina, 6 agosto 2026, nella sua casa di Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, all’età di 86 anni. Circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari, il cantautore lascia un vuoto enorme nella cultura italiana. Nel rispetto delle sue volontà, i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata domani 8 agosto, mentre a settembre è prevista una cerimonia commemorativa pubblica per permettere a chi lo ha amato di salutarlo.

Gli esordi e la formazione

Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini trascorse l’infanzia a Pavana dai nonni paterni, esperienza che avrebbe segnato profondamente tutta la sua opera. Dopo gli studi all’istituto magistrale e un breve periodo come giornalista alla Gazzetta di Modena, nel 1961 si trasferì a Bologna, città che divenne il centro della sua vita artistica. Esordì ufficialmente come interprete nel 1967 con l’album “Folk beat n. 1”, dopo aver scritto fin dalla fine degli anni Cinquanta le prime canzoni ispirate al rock’n’roll, e dopo aver composto brani per altri interpreti, tra cui Nomadi ed Equipe 84, portando al successo pezzi come “Dio è morto” e “Auschwitz”.

Una carriera fra i vertici della musica d’autore.

Nel corso di oltre mezzo secolo di attività Guccini ha pubblicato una trentina di album, di cui diciassette in studio. Brani come “La locomotiva”, “L’avvelenata”, “Canzone per un’amica”, “Eskimo”, “Cyrano”, “Autogrill” e “Il vecchio e il bambino” sono entrati stabilmente nell’immaginario collettivo italiano. Tra gli album più significativi figurano “Radici”, “Via Paolo Fabbri 43”, “Metropolis” e “Amerigo”. L’ultimo lavoro discografico risale al 2022 con l’album di cover “Canzoni da intorto”, seguito nel 2023 da “Canzoni da osteria”, mentre sempre nel 2023 aveva inciso, insieme alla cantante Tosca, una nuova versione di “Bella Ciao”.

Lo scrittore e l’insegnante.

Parallelamente alla musica, Guccini coltivò per anni l’insegnamento: dal 1965 al 1985 fu insegnante di lingua italiana nella sede bolognese del Dickinson College, università americana con base a Carlisle, in Pennsylvania. Fu anche scrittore: il suo esordio narrativo arrivò nel 1989 con “Cròniche epafàniche”, cui seguirono numerosi altri titoli, tra cui una fortunata serie di romanzi gialli scritti insieme all’amico Loriano Macchiavelli, con cui firmò otto libri a partire dal 1997, l’ultimo dei quali, “Volo golondrina”, pubblicato nel 2023. Nel 2019 uscì “Tralummescuro”, tra le opere finaliste al Premio Campiello l’anno successivo. Non mancarono incursioni nel fumetto, nel cinema come attore e nelle colonne sonore.

I riconoscimenti.

Guccini è tra gli artisti più premiati dal Club Tenco, con quattro Targhe, due Premi e il riconoscimento “Le parole della musica”, cui si aggiunge una quinta Targa Tenco alla carriera nel 2015, anno in cui il celebre festival di Sanremo gli fu interamente dedicato. Nel 2004 fu insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Ciampi, e ricevette due lauree honoris causa, tra cui quella in Scienze dell’educazione conferita dall’Università di Bologna nel 2002.

Gli ultimi anni.

Ritiratosi stabilmente a Pavana dagli anni Duemila, Guccini aveva mantenuto negli anni un rapporto diretto con i fan, che spesso riceveva in casa. Le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi tempi: dopo un ricovero ospedaliero nel 2025, era rimasto a lungo lontano dal pubblico, con rare eccezioni come la mostra a lui dedicata “Canterò soltanto il tempo” a Reggio Emilia.

I funerali.

I funerali di Francesco Guccini si  svolgeranno l’ 8 agosto, sabato mattina a Pavana in forma strettamente privata, per volontà espressa dallo stesso cantautore e condivisa dalla famiglia. Alla cerimonia prenderanno parte soltanto i familiari e le persone più vicine all’artista, senza cortei pubblici né manifestazioni collettive di piazza. La scelta della massima riservatezza era stata annunciata già nelle ore successive alla scomparsa, con una nota in cui i familiari chiedevano di poter vivere il lutto nella più stretta intimità, ringraziando quanti si sarebbero uniti al dolore con discrezione e rispetto. Per consentire ai tanti fan, colleghi e ammiratori di rendere omaggio al “Maestrone”, sarà organizzata una cerimonia commemorativa pubblica nel mese di settembre, i cui dettagli non sono ancora stati resi noti.

Nel giorno dell’addio, riascoltiamo l’ultima intervista di Francesco Guccini.

Nel giorno della sua scomparsa, Quotidiano Nazionale ripropone il dialogo che il cantautore concesse ad Andrea Spinelli il 10 novembre 2023, all’indomani della presentazione all’Università Statale di Milano del suo album “Canzoni da osteria”. Un’intervista che, con il senno di poi, restituisce intatta la lucidità e l’ironia tipiche del “maestrone”.

Interpellato sul peso della politica nell’Italia di allora, Guccini rispondeva con la consueta pungente ironia, invitando a rivolgere la domanda a Fabio Fazio o alla Rai. Sul nuovo disco, spiegava di aver scelto “Bella ciao” come brano d’apertura per rendere omaggio alle donne iraniane che, sull’onda del successo internazionale portato dalla serie “La casa di carta”, avevano fatto propria la canzone della Resistenza nelle proteste contro il regime di Teheran, arrivando a cantarne una strofa in farsi.

Sulla guerra in Medio Oriente, il cantautore ammetteva di non aver mai approfondito a fondo la questione, pur ricordando le testimonianze di amici di Medici Senza Frontiere sull’occupazione della Palestina, e paragonava il dibattito pubblico a quello dei talk show, fatto di due fazioni contrapposte che finiscono per dimenticare le vittime reali del conflitto. In quell’occasione citava anche un disegno dell’amico scomparso Sergio Staino, ispirato al finale della sua canzone “Il vecchio e il bambino”, che immaginava un futuro di fratellanza tra israeliani e palestinesi. Interrogato più direttamente sul tema della guerra, richiamava il verso conclusivo di “Auschwitz”, quello che si interroga su quando l’uomo saprà vivere senza più uccidere.

Guccini si soffermava anche sulla vista che andava calando, paragonandosi ironicamente a Jorge Luis Borges, e raccontava di aver appena pubblicato con Loriano Macchiavelli il romanzo giallo “Volo golondrina”. Non mancava un pensiero sulle osterie della sua vita bolognese, quella dei Poeti, quella del Moretto e quella delle Dame ormai svanite, e sul desiderio di vedere una lapide dedicata ai nottambuli, i “biassanot”, nella piazza bolognese che tanto amava.

Un’intervista che, riletta oggi, suona come un piccolo testamento spirituale: ironico, disincantato, mai retorico, esattamente come è stato per tutta la vita l’uomo che ha raccontato l’Italia tra osterie, poesia e impegno civile. Con la sua scomparsa l’Italia perde una delle voci più autorevoli e amate della canzone d’autore, capace di intrecciare musica, letteratura e impegno civile in oltre cinquant’anni di carriera.

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Pubblicato da Marilena

Benvenuti nel mio blog! Sono Marilena Fratello, professionista con Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione e specializzazione come Digital Media Specialist. La mia missione è supportare le aziende nella costruzione di un’immagine digitale forte e nella gestione empatica delle relazioni con il pubblico.Competenze e Certificazioni Settori chiave: Social Media Marketing, Front Office, HR Support e Recruiting. Certificazioni: EIPASS Standard, PEKIT Expert e Attestato di Dattilografia. Ottima padronanza del pacchetto Microsoft Office. Madrelingua italiana con conoscenza base dell’inglese. Se cerchi una figura professionale capace di coniugare competenze digitali e doti umane, sono pronta a mettere la mia esperienza a disposizione del tuo progetto.

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